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appunti rapidi, sparsi e spero utili di marcello saponaro

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Nov
18th
Wed
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After nearly 1,000 submissions, 20 amazing finalists, and more than 3 million views, Organizing for America supporters and a panel of experts have picked the winner of the OFA Health Reform Video Challenge.

Nov
16th
Mon
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Danza per il clima.

Nov
15th
Sun
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La vera (brutta) storia del Gattocomunista
Care amiche e cari amici, il 30 ottobre 2009 ho chiuso la collaborazione settimanale con il manifesto, iniziata nel 2006, per il comportamento maschilista e scorretto del giornale. Pat Carra
14 marzo ’09: il manifesto pubblica a pag. 12 il primo gatto-comunista, nato da un mio pensiero decostruttivo sul comunismo, pensiero di una donna femminista e umorista.
8 settembre ‘09: il manifesto pubblica in prima pagina, in grande formato, un gattocomunista firmato da Vauro, che cita gatto Silvestro e Che Guevara, mangia il canarino e se ne fa un baffo del gattocom. originario.
9 settembre ’09: il manifesto ammette a pag. 10 l’origine del felino comunista, ma sminuisce l’importanza della maternità e calpesta la relazione con una collaboratrice, per difendere la relazione con un collaboratore che ritiene più noto. Se ne fa un altro baffo, esaltando l’autonomia che contraddistingue quel collaboratore.
3 ottobre ’09: di baffo in baffo e senza farmi un miao, il manifesto lancia il merchandising di magliette con il gatto rapito, le vende alla manifestazione sulla libertà di stampa e festeggia la libertà di mercato. Interrompo la rubrica, chiedo una riflessione politica, apro una trattativa.
30 ottobre ’09: il giornale è tutto un baffo. Dopo un mese di stupite risposte, orecchi da mercante e musi lunghi, il manifesto mi offre quello che facevo prima, e dichiara che non intende avviare nessuna riparazione e nessun rilancio della mia presenza.
DIFENDI IL PENSIERO E IL LAVORO DELLE DONNE!
(via Facebook)

La vera (brutta) storia del Gattocomunista

Care amiche e cari amici, il 30 ottobre 2009 ho chiuso la collaborazione settimanale con il manifesto, iniziata nel 2006, per il comportamento maschilista e scorretto del giornale. Pat Carra

14 marzo ’09: il manifesto pubblica a pag. 12 il primo gatto-comunista, nato da un mio pensiero decostruttivo sul comunismo, pensiero di una donna femminista e umorista.

8 settembre ‘09: il manifesto pubblica in prima pagina, in grande formato, un gattocomunista firmato da Vauro, che cita gatto Silvestro e Che Guevara, mangia il canarino e se ne fa un baffo del gattocom. originario.

9 settembre ’09: il manifesto ammette a pag. 10 l’origine del felino comunista, ma sminuisce l’importanza della maternità e calpesta la relazione con una collaboratrice, per difendere la relazione con un collaboratore che ritiene più noto. Se ne fa un altro baffo, esaltando l’autonomia che contraddistingue quel collaboratore.

3 ottobre ’09: di baffo in baffo e senza farmi un miao, il manifesto lancia il merchandising di magliette con il gatto rapito, le vende alla manifestazione sulla libertà di stampa e festeggia la libertà di mercato. Interrompo la rubrica, chiedo una riflessione politica, apro una trattativa.

30 ottobre ’09: il giornale è tutto un baffo. Dopo un mese di stupite risposte, orecchi da mercante e musi lunghi, il manifesto mi offre quello che facevo prima, e dichiara che non intende avviare nessuna riparazione e nessun rilancio della mia presenza.

DIFENDI IL PENSIERO E IL LAVORO DELLE DONNE!

(via Facebook)

Nov
13th
Fri
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Scherzi a parte, è una vergogna che per decidere i candidati alle regionali in Campania e in Puglia si debbano aspettare i provvedimenti dei magistrati. Già dobbiamo aspettare la fine del Grande Fratello per conoscere le liste elettorali del Pdl.
Nov
12th
Thu
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Sorci Verdi (30’) in questa puntata si parla dell’influenza “suina” e del caos vaccino in Lombardia. In studio: Marcello Saponaro consigliere regionale PD, Giuseppe Imbalzano direttore sanitario ASL di Bergamo, Emilio Pozzi presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo. Conduce Eliana Pasquini.

Nov
11th
Wed
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Storicizzare Mussolini… si, ok, ma proprio a Predappio?!?

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Nov
8th
Sun
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Nov
7th
Sat
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“Yoani è ancora viva”. Ci hanno lasciati in pessime condizioni, scaraventandoci in una strada della Timba, una donna si è avvicinata: “Che cosa vi è successo?”…

“Un sequestro”, ho risposto. Ci siamo messi a piangere abbracciati in mezzo al marciapiede, pensavo a Teo, non sapevo come avrei potuto spiegargli quel che avevo passato. Come potrò dirgli che vive in un paese dove succedono queste cose, come potrò guardarlo e raccontargli che sua madre è stata malmenata in mezzo alla strada perché scrive un blog dove esprime le sue opinioni in kilobytes. Come potrò descrivergli il volto autoritario di chi ci ha fatto salire con la forza su quella macchina, il piacere che si leggeva sui loro volti mentre ci percuotevano, alzavano la mia gonna e mi trascinavano seminuda verso l’auto.

Sono riuscita a vedere, nonostante tutto, il livello di agitazione dei nostri aggressori, la paura del nuovo, delle cose che non possono distruggere perché non le comprendono, il terrore del gradasso che sa di avere i giorni contati.