Io sono innamorato del lavoro che faccio →
Il Tirreno, 17.1.2012
#vadaabordocazzo
"Vada a bordo, cazzo!" Web e stampa scatenati sulla frase di De Falco →
“Vada a bordo, cazzo!”. Un piccolo estratto dalla conversazione avvenuta la notte del naufragio tra il capitano Gregorio Maria De Falco e il capitano della nave da crociera, Francesco Schettino, diventa un simbolo e impazza sul web, colonizzando i TT, gli argomenti più cinguettati di Twitter, scatenando l’indignazione e suscitando l’attenzione del mondo intero, tanto che, nel giro di un nulla, qualcuno ha pensato anche di realizzare una maglietta a tema e di metterla in vendita.
Lavoro, la Cina ci obbliga a cambiare (ora) →
di Milena Gabanelli (Corriere della Sera, 23.12.2011)
Gli impianti HYST sono in grado di trasformare le biomasse e gli scarti dell’industria agro-alimentare, attraverso un processo di disaggregazione delle strutture vegetali, garantendo così un migliore sfruttamento delle risorse alimentari e la disponibilità su larga scala di energie rinnovabili nel rispetto dell’ambiente.
http://nobel.scienzaperlamore.it
(via Youtube)
L'azienda bergamasca Osio Logistica aiuta i gatti lombardi con una donazione a Freccia 45 →
Freccia 45, associazione no profit di protezione e difesa attiva nella lotta per i diritti degli animali, ha accolto la donazione da parte di Osio Logistica, azienda di trasporti e distribuzione di Osio Sotto (Bergamo) con grande amore per gli animali. Osio Logistica ha infatti donato…
Logimar: Emanato il regolamento per il "Trasporto aereo di merci pericolose" →
L’ICAO, l’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile, istituita con la convenzione di Chicago del 7 dicembre 1944, ha emanato l’Annesso 18 “The Safe Transport of Dangerous Goods by Air” con il quale sono state stabiliti standard internazionali e pratiche raccomandate per il…

La tassa sul pene
Logimar calendar 2012. We wish to all of you a great year. In spite of all jinx! :-)
Dario Di Vico: Si è rotto il muro dell'Irap →
L’Irap è considerata dagli imprenditori una tassa odiosa tanto che in qualche assemblea dei Piccoli il nome viene storpiato in “Iraq”. E’ odiosa perché tassando il lavoro la si paga a prescindere dal risultato economico. Con il paradosso che le aziende che, causa recessione, chiudono in rosso devono comunque mettere mano al portafoglio in ragione dei dipendenti che hanno.
La decisione del governo di concedere un bonus di agevolazione fiscale alle imprese che hanno in forza donne o giovani con meno di 35 anni è sicuramente una misura utile, per gli effetti di riduzione del costo del lavoro che produce nel breve (diminuisce il cosiddetto cuneo fiscale) e perché incentiva le aziende ad assumere donne e giovani. Ad avvantaggiarsene sono immediatamente le grandi imprese più che le piccole.
La speranza è che si arrivi in tempi non lunghi alla completa deducibilità dell’Irap dalle imposte dirette. O che si risolva una volta per tutte l’ambiguità sul pagamento dell’Irap da parte delle partite Iva. Oggi in virtù di una formulazione poco trasparente succede di tutto, c’è chi paga e chi no, chi subisce l’accertamento e chi vince il ricorso. La strada maestra per tagliare la testa al toro è quella di allargare la franchigia Irap dai 9.500 euro attuali a 30 mila. Aspettiamo fiduciosi.
Change your words. Change the World.

