Dario Di Vico: Si è rotto il muro dell'Irap →

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L’Irap è considerata dagli imprenditori una tassa odiosa tanto che in qualche assemblea dei Piccoli il nome viene storpiato in “Iraq”. E’ odiosa perché tassando il lavoro la si paga a prescindere dal risultato economico. Con il paradosso che le aziende che, causa recessione, chiudono in rosso devono comunque mettere mano al portafoglio in ragione dei dipendenti che hanno.
La decisione del governo di concedere un bonus di agevolazione fiscale alle imprese che hanno in forza donne o giovani con meno di 35 anni è sicuramente una misura utile, per gli effetti di riduzione del costo del lavoro che produce nel breve (diminuisce il cosiddetto cuneo fiscale) e perché incentiva le aziende ad assumere donne e giovani. Ad avvantaggiarsene sono immediatamente le grandi imprese più che le piccole.
La speranza è che si arrivi in tempi non lunghi alla completa deducibilità dell’Irap dalle imposte dirette. O che si risolva una volta per tutte l’ambiguità sul pagamento dell’Irap da parte delle partite Iva. Oggi in virtù di una formulazione poco trasparente succede di tutto, c’è chi paga e chi no, chi subisce l’accertamento e chi vince il ricorso. La strada maestra per tagliare la testa al toro è quella di allargare la franchigia Irap dai 9.500 euro attuali a 30 mila. Aspettiamo fiduciosi.

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