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Il pulloverino di Formigoni
L’invito demodé che Roberto Formigoni sta facendo circolare per far sapere del suo avere scoperto internet fa un po’ ridere, come dice Pippo Civati. Però a me fa ancora più ridere l’esibizione di un elemento tipico dello stile sfigato di ogni tempo: il pulloverino sulle spalle.
Il pulloverino sulle spalle, si sa, non ha senso: i casi in cui vi venga disposto per qualche reale necessità temporanea di trovargli un posto ammontano allo 0,5%. Il restante 99,5% si deve a un’illusione estetica che “stia bene”, come se fosse una sciarpa: mentre in realtà è come mettere un piede in un cappello o legare una camicia intorno alla fronte. Non so bene che storia abbia avuto questa illusione, se si debba a un’idea che se hai le spallucce il pulloverino te le fa sembrare più robuste, o che quel nodo davanti faccia le ineleganti veci di una cravatta.
Ma qualunque idea di eleganza abbiano in testa Formigoni, Berlusconi (altro assiduo frequentatore della bizzarrìa) e alcuni passeggiatori da lungomare o struscio in centro, alla fine la loro visione suggerisce una semplice domanda: ma perché diavolo hai messo un pulloverino sulle spalle?
aggiornamento: Civati intravede scenari meteopolitici.
(Copiato e incollato da Wittgenstein)
Aggiungo solo che se il pulloverino “non si può vedere”, ancora peggio sono i filmini sui social network interpretati dallo stesso Celeste e da un ciellino per ogni lettera di Facebook e Twitter. Inguardabili. Anche nell’abbigliamento del Presidente.
